Girolamo Agostino Francesco Surian (1820-1907) era un prozio del mio bisnonno. Ricevere tre onomastici forse è l’indice di un apprezzamento preferenziale di papà Rocco o di chi l’ha battezzato sperando in un gran futuro, ma Girolamo attraversò la Restaurazione austroungarica, i moti carbonari nel Lombardo-Veneto, l’annessione garibaldina, il consolidarsi del Regno d’Italia senza imprimere un’orma di sé nella grande storia, spostandosi al massimo di qualche calle, sempre nello stesso rione Duomo. Alla visita di leva nel 1841 fu riformato per «fisiche imperfezioni», non tali da inibirgli l’iscrizione alle liste di coscrizione. Proprio in quell’anno nacquero Felice -da cui discendo- e Fortunato che se ne andò bambino, i suoi nipoti gemelli chiamati col nome dei Santi patroni, come facevano tanti pescatori. Se tutti i suoi fratelli, antenati e collaterali andavano per mare coi bragozzi o al limite riparavano in squèro, Girolamo scelse di fare il barcaro, di trasportare persone e conoscenze da un lato all’altro del canale, della laguna, delle foci. E mentre i suoi cugini omonimi partirono nel 1830 per i cantieri di Trieste e Koper a dispensare la scienza del calafato, egli non ha avuto «el coragio de afrontar per l’Istria el grande viagio» con loro, ed è rimasto a invecchiare tra la piazza e i canali che ha sempre conosciuto, senza sposarsi e attendendo placido la sua ora. Un’emorragia cerebrale se lo portò via, lasciando povere cose a chi restava e un ramo secco negli albi dello stato civile. Si ignorano quali fossero le sue passioni, se il canto o il vino: ma anche una sola sequenza del suo dna è al mio carattere arrivata, e a quanto pare lo sta determinando.

Enrico Veronese, nato nel 1974, giornalista pubblicista.
Chioggiotto da generazioni, quindi isolatra e lagunare.

Già collaboratore alle pagine culturali dei quotidiani del gruppo Espresso, Pagina99, EPolis, in terza pagina a l’Unità sotto la direzione di Concita de Gregorio, redattore di arti e spettacoli a La Sera di Parma, al momento presente è direttore editoriale del network Azzurra (Veneto sud-orientale), che nella sola Chioggia figura quale media leader per l’informazione in tempo reale attraverso sistemi innovativi di diffusione.

Responsabile logistico e del casting per l’installazione che Studio Azzurro ha realizzato a Chioggia, indirizzata al padiglione del governo italiano all’Expo Shanghai 2010.

Autore di articoli a tema musicale per le riviste specializzate Blow Up, Rockit, Italian Embassy, Dance Like Shaquille O’Neal e altre.
Speaker radiofonico a Sherwood, conduttore di eventi e iniziative legate alla scena indipendente italiana negli anni 2000, con attitudine scout che gli ha consentito di scoprire per primo e “sviluppare” numerosi artisti poi arrivati al successo di massa anche grazie alla sua promozione integrata e crossmediale.

Si è occupato di comunicazione politica, ghostwriting, storytelling e network curation negli staff elettorali per Pippo Civati, Felice Casson, l’europarlamentare Elly Schlein, campaign manager per la giovane candidata a sindaca di Mira Lavinia Vivian (8.5%).

Antifascista, ecosocialista, nostalgico, juventino.